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La bella vita dei truffatori del videopoker tra case auto e conti da 30 milioni di euro

(Il Quotidiano) – L’OPERAZIONE “Game Over” messa a punto dalla Squadra Mobile di Potenza nei confronti dei fratelli Tancredi e di altre sette persone ha fatto luce sull’ingente volume di denaro legato ai videopoker truccati. Una vera e propria organizzazione criminale con a capo i Tancredi, che incassavano la parte più consistente dei bottini, e i vari sodali distribuiti sul territorio, fino ai gestori dei club dove venivano installate fisicamente le macchinette.
E poi c’erano i domini internet utilizzati per accedere ai giochi, tutti registrati su server statunitensi attraverso società, come la New Slot srl, con sede in Romania. In pratica il giro per aggirare le leggi era solidissimo, così come lo era il sistema utilizzato per truccare le macchine facendo in modo che soltanto uno su settemila giocatori avrebbe potuto incassare una vincita. Macchinette peraltro installate e truccate con un telecomando, in modo che in caso di controlli si sarebbero spente immediatamente cancellando ogni traccia.
E i soldi arrivavano a fiumi, grazie a persone come Pasquale Pace, che si intestava una parte delle società in realtà nelle mani dei Tancredi. Oppure Daniele Gruosso, il referente della zona di Milano, che in diverse circostanze ha dato qualche problema ai Tancredi.
Tutte persone che a dispetto della valanga di soldi guadagnati dichiaravano redditi irrisori mentre alle spalle della povera gente, che si prosciugava alle slot machine, arrivava a guadagnare, come il caso di Gino Tancredi, quasi 150mila euro al giorno grazie alla raccolta dei soldi nei vari club. E prendiamo l’esempio di uno dei “capi” indiscussi, così come scritto nell’ordinanza firmata dal gip Petrocelli, Gino Tancredi. Nel 2008, al fisco ha dichiarato soltanto 12mila euro, la moglie Donatella Valente, nel corso degli anni ha oscillato con dichiarazioni dei redditi che andavano dai 2mila e 94 euro ai 19mila 188 euro. Cifrette se si paragonano visto lo stile di vita fatto di Porsche Cayenne, moto Honda e soprattutto case tra Potenza, Roma e Bastia Umbria.
Luigi Tancredi tra il 2005 e il 2010 ha fatto davvero la bella vita, comprando appartamenti a Roma, in via Fiume delle Perle per 216mila 495 euro, mentre intestava alla moglie altri appartamenti, sempre a Roma, in via Caterina Troiani, pagati all’epoca 260 milioni di vecchie lire. E ancora i tre appartamenti comprati nella Capitale, in via Decima 285. Lussuosissimi appartamenti circondati da giardino e intestati alla suocera Argentina Giordano, ovvero la moglie di Antonio Tancredi, per la modica cifra di un milione 300mila euro. Insomma, bella vita davvero per i fratelli, che facevano passare tutto attraverso assegni circolari che passavano dai conti delle società. Ma diciamo che l’evasione fiscale, dietro questo imponente giro di truffe e riciclaggio era praticamente all’ordine del giorno. Lo era per Pasquale Pace come per la moglie Carmen Zamfirescu. (Continua).
Fonte:
http://www.ilquotidianodellabasilicata.com/news/cronache/714842/La-bella-vita-dei-truffatori-del.html

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Questa voce è stata pubblicata il 19 luglio 2013 da in Cronaca con tag , , , , , , , , , , , .

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