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Milioni, slot e il monopolio dei videopoker truccati a Potenza. Il giro d’affari dei fratelli Tancredi

(Il Quotidiano) – POTENZA – Una associazione solidissima, con vertici e comprimari che agivano su tutto il territorio imponendo il monopolio dei videopoker, delle scommesse online e delle slot machine elettroniche. I capi “storici” di questa associazione sono Luigi e Antonio Tancredi, i fratelli già finiti in un’altra inchiesta, sempre legata ai videopoker. L’ordinanza, a firma del gip Tiziana Petrocelli, è stata notificata in carcere a Gino Tancredi, dove si trova con l’accusa di concorso esterno nel clan di Nicola “Sandokan” Schiavone junior e a casa ad Antonio, che solo eri sera è stato liberato dopo più di 2 settimane di detenzione sempre per la stessa accusa, poi giudicata infondata dal Riesame. L’operazione “Game Over” messa a punto dalla sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Potenza ha fatto luce su un giro imponente di denaro attraverso siti web e club, oltre che ad un complesso sistema nazionale gestito da gregari e comprimari ognuno con il suo compito specifico.

Le indagini partite nel 2010 e terminate ad ottobre del 2011, anche se con successive integrazioni, si sono concluse con due ordinanze di custodia cautelare ai domiciliari, sette obblighi di dimora e sequestri di beni mobili e immobili non solo a Potenza ma anche a Roma, Trevi e Bastia Umbra. Si tratta circa di otto milioni di euro di beni. Le accuse mosse dai giudici sono: evasione fiscale, esercizio abusivo dell’attività di gioco e associazione a delinquere.

Le indagini della Polizia si sono concentrate proprio sui flussi di denaro legati alle società intestate agli indagati e al copioso giro di assegni “pesanti” incassati in diverse banche. A questo vanno aggiunte le perizie tecniche sulle macchine della società “New Slot srl”. Nessuna delle società risalenti ai Tancredi, oltretutto, aveva le regolari autorizzazioni del Monopolio per la raccolta di giochi e scommesse.

Ma a giocare un ruolo decisivo hanno avuto le intercettazioni, non solo quelle telefoniche e ambientali all’interno dei club e delle auto, ma anche quelle fatte tramite internet, soprattutto su Skype dove si scambiavano informazioni sensibili con una libertà che il telefono cellulare non dava.

Insomma la banda si era anche consolidata sul territorio utilizzando un metodo tipico. Il vertice, composto dai fratelli Tancredi, gestiva la cassa generale con un importo giornaliero mai al di sotto del milione di euro. Questi soldi finivano nei conti on-line dei “distretti” organizzati e gestiti da Giovanni Marinelli, Pasquale Pace, Davide Verducci e Marco Triumbari, che a loro volta passavano le somme frazionate ai vari club dove erano fisicamente posizionate le slot machines.

Gli addetti alla ricarica, secondo gli inquirenti, erano Daniele Gruosso, Gianfranco Vaglio, Nicola Stigliano, Finizio Muller, Carmine Perrillo, Luciano Pietrafesa e Andrea Ciuccio. In pratica la struttura piramidale prevedeva i capi, gli organizzatori della struttura e gli addetti alla ricarica dei club. In questi locali c’erano anche i pc, collegati alla piattaforma specifica con domini come “dollaropoker.com”, “dbgpoker.com” e “mondialpoker.com”, tutti quanti comprati e messi in uso su server americani, mentre la società stessa aveva sede legale in Romania. E in questi club i giocatori ricaricavano le loro schede, pagando cash all’addetto, per poi spendere ai tavoli virtuali.

I proventi delle giocate, truccate in modo che soltanto uno su settemila avrebbe potuto vincere qualcosa (nonostante la legge italiana dica che almeno il 75% degli incassi debbano essere tradotti in vincite), finivano divisi nell’organizzazione. Ai Tancredi andava il 40% dei guadagni, un 10% restava ai distretti e il restante 50% rimaneva nelle mani dei locali, per riutilizzarli soprattutto come liquidità.

Il giro ovviamente ha mietuto non poche vittime, con persone che sono arrivate a spendere in pochi anni un milione di euro. Un affare così redditizio quindi, che era capace di creare introiti maggiori di una rete di spaccio di stupefacenti. Tant’è che gli inquirenti ipotizzano un guadagno per i Tancredi che ha dell’impossibile: 150mila euro netti al giorno, roba da fare impallidire anche il più prezzolato dei giocatori di calcio.

Ogni slot-machine fruttava al mese circa 10 mila euro, mentre un club incassava dai centomila euro ai 200 mila euro al giorno. Tutto rendeva tantissimo, fino a quattromila euro al mese «Oggi il giro del gioco illegale – ha detto il procuratore Triassi durante la conferenza stampa indetta assieme al dirigente della Squadra Mobile Carlo pagano- ha una crescita esponenziale perchè più fruttuoso di quello della droga, e meno pericoloso per i delinquenti».

I PARTICOLARI E GLI APPROFONDIMENTI NELL’EDIZIONE CARTACEA DEL 18/07/2013 DEL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA

Fonte:
http://www.ilquotidianodellabasilicata.it/news/cronache/714769/Gioco-d-azzardo-e-scommesse-illegali.html

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Questa voce è stata pubblicata il 18 luglio 2013 da in Cronaca con tag , , , , , , , , , , , , .

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